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Sanità, regionalismo differenziato: i professionisti chiedono di garantire il diritto alla salute

burocrazia e sanita

Gli ordini delle professioni sanitarie e sociali scendono in campo per esporre le  loro perplessità per il progetto del regionalismo differenziato: “Le autonomie locali devono essere uno strumento che facilita l’erogazione dell’assistenza e non un ostacolo per l’universalità e l’equità del SSN; a tutti i cittadini va garantito il diritto alla salute, nello stesso modo e negli stessi termini, in ossequio agli articoli 3 e 32 della nostra Costituzione” si legge in una nota.

Le differenze regionali – si legge ancora nella nota- sono uno dei problemi maggiori del sistema sanitario nazionale e, secondo l’Ocse il sistema sanitario italiano è caratterizzato da un alto livello di frammentazione e mancanza di coordinamento dell’assistenza erogata dai diversi professionisti e da una bassa e disomogenea diffusione sul territorio nazionale; sempre secondo l’Ocse ci sono in Italia 21 sistemi sanitari regionali con differenze notevoli sia per quanto riguarda l’assistenza che gli esiti, con un elevato numero di pazienti che si spostano da regione a regione”.

Occorre mettere in primo piano gli obiettivi di salute tra i quali la prevenzione, favorire concretamente la partecipazione dei cittadini e mettere i professionisti nelle migliori condizioni di perseguire tali obiettivi”.

I dieci ordini professionali, Fnopi, Fnomceo, FnoTsrm-Pstrp, Cnop, Fofi, Onb, Fnovi, Fnopo, Fncf e il Cnoas, hanno dunque realizzato un manifesto unitario per chiedere garanzie a Governo e Regioni oltre che un confronto sul progetto autonomista.

Il Governo deve porre al centro dell’agenda politica il tema della tutela e unitarietà del Servizio sanitario nazionale”, hanno ribadito i presidenti delle dieci federazioni.

I professionisti del mondo della sanità chiedono al Governo e le Regioni:

un tavolo di lavoro permanente, che vede una rappresentanza anche di cittadini, per potersi confrontare sulle politiche sanitarie;

l’universalità e l’omogeneità del servizio sanitario nazionale;

la partecipazione costante dei cittadini al fine di garantire tutti gli aspetti sottolineati nel manifesto.

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