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La Sanità al tempo del Covid 19

Di Ignazio Morana

UOD di Medicina Interna di Area Critica

ARNAS Garibaldi di Catania

Presidente ADMIS

Associazione Dirigenti Medici Internisti Siciliani

L’epidemia prima o poi finirà, questa è l’unica certezza che abbiamo, non sappiamo quando, non sappiamo quale sarà il prezzo finale in termini di vite perse e danni economici, ma finirà. Anche se oggi è il momento dell’operare e dell’agire qualche riflessione si può iniziare a fare. Una riflessione di carattere generale è che probabilmente una sanità fatta da 21 sanità regionali non va bene e su questo occorrerà nel futuro appunto discutere e se necessario intervenire. Seconda riflessione è che l’emergenza vissuta dalla sanità oggi nel suo complesso è dovuta non solo alla eccezionalità dell’evento ma è legata al costante depotenziamento che il Servizio Sanitario Nazionale negli ultimi venti anni ha subito in termini di risorse economiche, posti letto e personale.

Per quanto riguarda gli aspetti prettamente assistenziali, considerato che la malattia da SARS COV 19 si è dimostrata essere una patologia per molti versi sistemica che si esprime con diversi livelli di gravità, il modello ottimale di assistenza si è dimostrato il modello pluridisciplinare che vede collaborare e lavorare assieme infettivologi, intensivisti, pneumologi ed internisti con interventi modulati su diversi livelli di intensità di cure. Il medico internista in questo scenario trova naturale collocazione curando da tempo pazienti complessi, critici, con comorbidità, fragili e possedendo competenze trasversali nell’ambito della moderna medicina può essere, senza ricercare medagliette o gradi, il “drive” naturale dell’organizzazione.

In questo quadro organizzativo ottimi esempi di reparti integrati a gestione internistica in Sicilia in atto sono rappresentati dal reparto Covid dell’ARNAS Civico di Palermo gestito da Salvatore Corrao, il reparto del Policlinico di Messina gestito da Antonio Versace e l’Hospital Covid di Partinico alla cui direzione scientifica è stato chiamato il decano degli internisti ospedalieri siciliani Salvatore Di Rosa. Ma tutti gli internisti siciliani stanno partecipando con diversi ruoli e competenze alla gestione di questo periodo critico sia nei reparti direttamente coinvolti nell’epidemia, che continuando ad assistere i pazienti che affollano gli ospedali in quanto le altre acuzie e le patologie cronico-degenerative non sono certo in “smart working” o in “lockdown”.

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