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I dati dello Svimez

Diminuiscono i ‘viaggi della speranza’ per curarsi lontano dalla Sicilia di Manlio Melluso

Qualcuno li chiama i viaggi della speranza, quelli che ogni anno vedono centinaia di siciliani prendere l’aereo per curarsi lontano dall’Isola. Ebbene, sono in diminuzione gli spostamenti dalla Sicilia verso altre regioni d’Italia. Il dato emerge dal rapporto Svimez presentato a Roma.

Nel Mezzogiorno circa il 10% del totale dei residenti ricoverati per interventi chirurgici acuti si sposta verso altre regioni, a fronte di valori compresi tra il 5% e il 6% nelle regioni del Centro-Nord. Il tasso di emigrazione, però, si riduce in due regioni, la Basilicata e, appunto, la Sicilia. Resta sostanzialmente stabile in Campania e aumenta in tutte le altre regioni meridionali.

“Il basso tasso di gradimento dei servizi sanitari al Sud – si legge nel Rapporto – dipende da numerosi fattori, ambientali, strutturali e organizzativi, ma anche da una meno consistente dotazione di posti negli istituiti di cura”.

Secondo il Rapporto Svimez “la quantità e qualità dei servizi sociali nel Mezzogiorno risultano ancora decisamente inferiori a quelle del resto del Paese” e “questo spiega un più elevato tasso di emigrazione ospedaliera verso le regioni del Centro-Nord”.

Sul Rapporto Svimez, e in particolare sui dati relativi all’emigrazione ospedaliera, è arrivato il commento del Presidente della Regione Nello Musumeci: “Il mio governo – ha dichiarato il governatore – sta facendo l’impossibile e i risultati si cominciano a vedere, a partire dal pil che lo scorso anno ha ricominciato a crescere, mettendo a segno un incremento dello 0,5%, dopo il -0,3% del 2017. Così come ci conforta il dato che rileva la riduzione del tasso di emigrazione ospedaliera dalla Sicilia. Ma le risposte che Roma deve dare  a questi problemi – prosegue Musumeci – tardano ad arrivare, visto che la legge di bilancio appena approvata, che ha al suo interno un intero pacchetto di misure destinate al Sud, in pratica destinerà alla Sicilia nel 2020 risorse aggiuntive per poco più di 35 milioni, mentre per la proroga del credito d’imposta per gli investimenti delle imprese che operano in tutto il Mezzogiorno, e sottolineo in tutto il Mezzogiorno, si mettono a disposizione soli 674 milioni“.

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