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Covid: Sicilia pronta alla quarta ondata, Razza prepara il piano d’emergenza

La lotta al Covid non è ancora finita, e l’incalzare della pericolosa variante Delta lo testimonia, caratterizzata da possibile elevata trasmissibilità. Tecnicamente si può parlare di quarta ondata e la Regione Siciliana non vuole farsi trovare impreparata.

L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ne ha parlato durante l’incontro presso l’hub di Catania per fare il punto su un primo bilancio delle iniziative legate alla campagna vaccinale nell’Isola, con un focus sull’ultimo periodo. Strategie e strumenti impiegati per avvicinarci ai target indicati, passi fatti e obiettivi da intraprendere.

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La variante Delta finora ha visto un indice di ospedalizzazione controllabile, ma il timore è che da fine agosto il numero dei ricoverati possa aumentare, fino addirittura a triplicareScatta il piano del governo Musumeci per affrontare le eventuali difficoltà e la prima cosa da fare è sicuramente potenziare la rete ospedaliera, attivando i reparti e i posti letto. Così l’assessore Razza ha deciso di stimolare le aziende sanitarie per attivare tutti i posti letto che erano stati avviati nella fase di maggiore acuità dell’emergenza. Dalla prossima settimana, in particolare per quel che riguarda Palermo sono previsti 17 posti di terapia intensiva in più al Policlinico; un reparto da 12 posti al Civico e 22 nuove terapie intensive al Cervello.

Razza ha spiegato che l’iniziativa non è soltanto legata ai parametri secondo cui la percentuale di ospedalizzazione diventa elemento principale per la determinazione dei colori delle Regioni e, quindi, il numero dei ricoveri è conseguenza per l’attuazione di misure di restringimento.

Inoltre, la Regione Siciliana ha disposto nei giorni scorsi il raddoppio dei posti letto a bassa intensità di cura nei Covid hotel. E’ un messaggio di accoglienza che la Sicilia manda a chi viene e chi verrà in Sicilia ad agosto. In più, è in procinto di attivazione per il mese di agosto un servizio di trasporto navale in biocontenimento per i turisti che dovessero risultare positivi sulle isole minori.

La Sicilia è fra le regioni che più rischia di uscire dalla zona bianca, e il cambio di fascia verso la zona gialla scatterebbe superata la soglia di occupazione del 10% delle terapie intensive. Ad oggi, ci sono 31 ricoverati su una dotazione di 668 posti, ovvero il 4,64%.

Quindi, la vaccinazione gioca un ruolo essenziale nel contrasto alla diffusione delle infezioni da Sars-CoV-2 , ma la campagna vaccinale non si muove in maniera armonica su tutto il territorio regionale, seppur organizzata in maniera capillare. Infatti secondo le dichiarazioni dell’assessore Razza, le province di Palermo ed Agrigento hanno superato il 70 per cento della popolazione vaccinabile con la prima dose. Altre province, a pari modalità organizzative e comunicative, come la provincia di Catania, raggiungono una percentuale inferiore al 60 per cento.

E volendo fare una considerazione a tutto tondo in Sicilia oltre l’80% della popolazione ospedalizzata non si è sottoposta nemmeno a un ciclo di vaccinazione. Questo vuol dire che in degenza ordinaria ci sono oltre 200 persone. Di queste l’80,4 per cento non è vaccinata. In terapia sub-intensiva ci sono oltre 50 persone, di queste l’82 per cento non è vaccinato. In terapia intensiva ci sono 34 persone e di queste l’88, 5 per cento non è vaccinato. Complessivamente oltre l’80 per cento della popolazione ospedalizzata non si è sottoposta nemmeno ad un ciclo di vaccinazioni.

L’invito a dare una scossa alle somministrazioni delle dosi previste è rivolto, prima di tutto, ai cittadini siciliani e ai vertici sanitari provinciali per far risalire la classifica della copertura del target.

Oggi il Cts regionale presenterà il documento sulla individuazione delle nuove misure di contenimento dell’epidemia sul territorio, basandosi su criteri aggiuntivi rispetto agli attuali in atto. Ne ha dato comunicazione proprio l’assessore Ruggero RazzaIn particolare si traccerà la mappa dei focolai con un controllo capillare sull’impatto concreto: tracciamento dei contagiati, identificazione degli ospedalizzati e gravità dei casi.

L’obiettivo è quello di ampliare la platea dei vaccinati. Per monitorare al meglio la diffusione dei vaccini, inoltre, a breve, nei bollettini giornalieri, oltre al numero assoluto dei ricoverati, ci sarà la percentuale dei vaccinati.

Articolo di Maria Calabrese

di Redazione
© Riproduzione Riservata
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