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Covid: più di 200 le dosi inoculate all’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Catania

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Più di 200 le dosi di vaccino inoculate questa mattina, 10 maggio, presso l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Catania: destinatari delle dosi il personale e molti assistiti, compresi i caregiver.

Una giornata importante per rendere la sede di via Louis Braille Covid Free e garantire maggiore sicurezza a chi frequenta quotidianamente la struttura per lavoro o per esigenze assistenziali.

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Siamo particolarmente felici di aver potuto assicurare la vaccinazione a più di 200 persone: alcuni dei nostri assistiti si erano già recati nei centri vaccinali del territorio ma molti altri avevano l’impossibilità a farlo ed è per questo che – di concerto con la struttura commissariale per l’emergenza Covid di Catania che voglio ringraziare – abbiamo organizzato questa giornata. Un grazie speciale va anche alla Croce Rossa Italiana per il supporto che ci ha fornito che ha fatto sentire più protetti tutti quanti noi”, ha dichiarato al termine della mattina Rita Puglisi, presidente della sezione etnea dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ringraziando il dottor Walter Busacca, medico rianimatore e i tanti volontari che hanno permesso che tutto si svolgesse bene.

A ogni donna l’Unione ha voluto regalare in occasione della festa della mamma una gerbera gialla, “come segno anche di una nuova primavera”, aggiunge la presidente Puglisi.

A rappresentare l’Asp i dottori Giuseppe Squillaci e Francesco Borzi: “Siamo contenti di aver partecipato a questa giornata. Le iniziative come quelle di oggi possono  essere ripetute anche nei vari comuni. L’Asp, con il suo direttore generale Maurizio Lanza, quello sanitario Antonino Rapisarda e insieme al commissario Giuseppe Liberti, stanno proponendo ai sindaci di mettere a disposizione dei locali idonei per effettuare le vaccinazioni, soprattutto per aiutare le persone fragili: siamo noi stessi ad andare da loro e a velocizzare così la campagna vaccinale. I vaccini ci sono e tutti sono sicuri. In questa battaglia un ruolo importante lo devono giocare i medici di famiglia che speriamo possano aderire in tanti”, hanno concluso i due medici.

di Redazione
© Riproduzione Riservata
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