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COVID-19: una malattia sistemica scatenata da un virus

di Salvatore Corrao

Questo virus, il SARS-Cov-2, non è un comune agente infettivo ma scatena una malattia sistemica. Un articolo di Science (link) mette luce su questi aspetti a distanza di qualche mese dall’inizio della pandemia. Normalmente un patogeno (sia esso virus, batterio o altro essere vivente) attacca un tessuto o un organo. Quando la malattia diventa grave può comparire una sindrome sistemica di tipo infiammatorio in cui la compromissione/insufficienza dei vari organi e apparati (multi organ failure) è l’esito spesso infausto della malattia.

Harlan Krumholz della Yale University afferma che il virus attacca qualunque parte dell’organismo con conseguenze devastanti. Bisogna comunque ricordare che l’affermazione è relativa solo ad una piccola percentuale di malati (intorno al 5%) ma che è comunque numericamente rilevante solo per la grande capacità, da parte del virus, di infettare una grande fetta di popolazione.

Polmoni, fegato, cuore, cervello e reni i principali organi interessati ma effettivamente questo virus può determinare il danno in modo assai variegato provocando anche una risposta infiammatoria esagerata nota col nome di “tempesta citochinica”. I farmaci utilizzati per ridurre questo tipo di infiammazione potrebbero avere effetti spiacevoli in seconda battuta; è quanto affermato da Joseph Levitt della Stanford University School of Medicine che teme un “ritorno di fiamma” causata dall’azione immunosoppressiva che, anche se ridurrebbe in un primo momento l’infiammazione, bloccherebbe la capacità di risposta dell’organismo all’agente infettivo.

Ci sono ancora molte cose da sapere e i prossimi mesi ci permetteranno di avere sempre più dati per capire anche quale sarà il nostro futuro nei confronti di una malattia complessa che necessita di grande attenzione da parte degli scienziati, dei clinici e dei decisori politici.

modificato da Science 2020

Traduzione a cura di Giuseppe Natoli

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