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Coronavirus e terapia intensiva, Trizzino: “Garantire anche le cure palliative”

“Nei reparti di terapia intensiva quasi mai coesistono perizia rianimatoria e competenza palliativistica. Non e’ mai stato cosi’ nemmeno prima dell’emergenza; ma adesso questa dissociazione appare più critica, urgente, drammatica. Per questo sento il dovere di stigmatizzare ogni atteggiamento di negazione ed ogni scelta volta alla rimozione dell’assistenza al buon morire. Per questo non esito a giudicare criminale ogni scelta organizzativa di sopprimere e riconvertire le strutture adibite all’erogazione di cure palliative, come gli Hospice o il mancato potenziamento dell’assistenza domiciliare palliativa. In una contingenza come questa, le scelte miopi generano vittime; la trascuratezza dei diritti acquisiti, come quella al buon morire, diventa scelleratezza; le programmazioni sanitarie omissive di tutto questo, sono semplicemente disumane”. Lo afferma in parlamentar nazionale Giorgio Trizzino del Movimento 5 Stelle, che di professione fa il medico.

“E’ ovvio che in questo momento lo sguardo di tutti noi è rivolto al fondo del tunnel, dove aspettiamo con ansia che si presenti un barlume luminoso. Ma se richiamo l’attenzione ad un aspetto ad oggi trascurato di questo dramma inusitato è perché tale aspetto non può in nessun modo essere considerato avulso dallo stesso dramma ed è necessario risolverlo immediatamente. Morire male di CoVid-19 e’ una realtà dai numeri spaventosi, che disegna il profilo di una tragedia dentro la tragedia. Siamo chiamati a porvi rimedio, anche se per molti è già troppo tardi”, conclude.

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