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Consiglio di Stato boccia ricorso Migep: l’OSS non è una professione sanitaria

Gli OSS non sono stati riconosciuti tra le professioni sanitarie. A stabilirlo il Consiglio di Stato con la sentenza n. 00308 del 07/06/2021, in riforma della sentenza del TAR del 2020.

Il Migep chiedeva l’attuazione dell’articolo 5 della legge dell’11 gennaio 2018, che istituiva l’area delle professioni sociosanitarie, ricorrendo al Consiglio di Stato, in riforma della sentenza del TAR Lazio ed evidenziando la mancata attuazione del Ministero della Salute. 

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In questo modo è stato impedito agli OSS di poter ottenere i migliori trattamenti economici e professionali.

Il Migep ha recriminato al Ministero della Salute l’inserimento degli operatori socio sanitari nel profilo degli operatori di interesse sanitario. Ed ha anche rilevato che neanche sotto il profilo della formazione, si era data attuazione alla legge 3 del 2018, con la conseguenza che ad oggi non esiste un percorso chiaro e uniforme.

L’art.5, comma 5, della legge 11 gennaio 2018, n.3, ha previsto che: “Sono compresi nell’area professionale i profili di operatore socio sanitario, assistente sociale, sociologo ed educatore professionale, questo non cambia lo status giuridico, che rimane un “operatore di interesse sanitario”.

L’istituzione dell’area socio-sanitaria in attuazione della legge n.3 del 2018 e la previsione dell’inserimento dell’operatore socio-sanitario nelle professioni sanitarie, comporterebbe una modifica del relativo status professionale (e quindi delle competenze attribuite dall’Accordo Stato- Regioni 2001) che stride con il carattere meramente ricognitivo che la legge n.3/2018 attribuisce all’istituzione dell’area delle professioni socio sanitarie.

di Redazione
© Riproduzione Riservata
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