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Cittadini informati: nasce l’associazione regionale dei riferimenti civici della salute di Redazione

Nasce l’Associazione regionale dei riferimenti civici della Salute rete civica della salute”, ne dà ufficialmente comunicazione Pier Emilio Vasta past president dei Comitati consultivi aziendali (CCA) regionali in occasione del convegno conclusivo del Programma Formativo dei Riferimenti Civici della Salute e dei CCA promosso da DASOE e CCA in collaborazione con il CEFPAS che ha certificato 170 riferimenti civici della salute distribuiti su base regionale.

La rete civica si corporativizza in seno al DASOE e diventa un “network d’inclusione sociale, una chiamata pubblica di cittadini consapevoli riconosciuti dal Servizio Sanitario Regionale (SSR) e coordinati per la migliore tutela della salute, per sé ed i propri cari”, spiega Vasta.

L’associazione avrà il compito di “sostenere le politiche pubbliche sanitarie, sociali, ambientali, culturali, per potenziare prevenzione ed educazione alla salute, per promuovere il corretto utilizzo dei servizi sanitari. Risponde soprattutto alla necessità di formazione civica e riscoperta del valore dei doveri verso i beni comuni”.

La rete civica della salute è stata istituita con documento di indirizzo n.77752 del 10/10/2014 dell’Assessore della Salute. Per valorizzare l’apporto al SSR della partecipazione civica negli organismi di empowerment in sanità, generati in Sicilia dalla L.r. 5/2009, sono tuttavia necessarie conoscenze e competenze da acquisire attraverso adeguata informazione e formazione, al fine di promuovere la cultura dell’integrazione dei cittadini nella e per la Sanità siciliana. Conoscere bene l’offerta dei servizi sanitari pubblici, essere informati meglio sull’accesso ed il buon uso corretto e responsabile, partecipare attivamente alla loro valutazione esterna, sono azioni indispensabili per salvaguardare il diritto costituzionale alla tutela della salute. L’alleanza sussidiaria dei Comitati Consultivi Aziendali rafforzati dall’azione integrativa dei cittadini quali “Riferimenti Civici della Salute” sul territorio è una risorsa importante nei percorsi di cura soprattutto per i malati cronici e per i malati terminali ospedalizzati.

I cittadini  – ha continuato Vasta  – sono stakeholders del servizio sanitario e collaboreranno per la prevenzione e promozione della salute in coerenza con quanto sancito dall’art. 118 della Costituzione e in applicazione all’art. 1 della legge 833 del 1978 e del “diritto dell’individuo e insieme interesse della collettività” –  nella consapevolezza che la dimensione della salute interseca tutte le dimensioni del welfare di comunità: sociale, ambientale, culturale. “Esprimo grande soddisfazione per un percorso che ha, consentito formalmente ai cittadini di svolgere attività di formazione nell’ambito delle aziende sul funzionamento del SSR – ha concluso Vasta – in linea con il principio di una sanità cittadino centrica. Anche all’interno delle aziende, come a Catania ad esempio, si stanno attivando protocolli di intesa ufficiali con i riferimenti civici per l’attuazione dei piani di prevenzione, ad esempio lo screening oncologico, e di promozione della salute e dei sani stili di vita”.

Il ruolo dei riferimenti civici della salute sarà di “subsidium” del Servizio Sanitario Regionale, per diffondere la cultura della responsabilità e consentire una fruizione più responsabile e sicura dei servizi sanitari. Bidirezionale il “flusso informativo”: dal sistema sanitario regionale al cittadino che riguardi tanto le informazioni sui percorsi di prevenzione quanto la semplificazione di accesso ai servizi e le politiche socio sanitarie regionale, e dal cittadino al SSR, per messo di “segnalazioni reali sui bisogni di salute”, monitoraggio dei determinanti di salute a livello urbano, opportunità di valutazione esterna dei servii assistenziali.

Due i livelli operativi:

  • Cittadini Informati” che ricevono le “Pillole della Salute“, semplici informazioni utilissime. Ad oggi il numero si aggira sui 62.000;
  • i “Riferimenti Civici della Salute” riconosciuti dal SSR in ciascun Comune di residenza per esercitare il diritto costituzionale di partecipare attivamente al miglioramento e controllo del Sistema Salute della Sicilia e, in particolare, le seguenti funzioni in progressiva evoluzione attuativa: sostenere le politiche pubbliche sociali, ambientali e culturali per potenziare prevenzione ed educazione alla salute, al rispetto dell’ambiente e al senso civico, collaborare istituzionalmente con le Istituzioni ed i Servizi Assessoriali ed Aziendali di tutela della Salute, divulgare informazioni di tutela della salute; conoscere e promuovere le politiche pubbliche sui beni comuni: salute, ambiente, beni culturali, far conoscere le novità che semplificano l’accesso ai servizi sanitari, quando necessari, e sapere di più sul loro buon uso, segnalare particolari bisogni di salute della comunità, contribuendo a livello urbano al monitoraggio dei determinanti di salute dei cittadini, collaborare con il Comitato Consultivo dell’Azienda Sanitaria della provincia di residenza o dell’Azienda Ospedaliera d’interesse specifico; partecipare con metodologia organizzata alla valutazione esterna dei servizi sanitari per incentivare il miglioramento della performance individuale ed organizzativa.

Presenti al convegno, oltre ad una rappresentanza della dirigenza generale delle ASP e delle aziende ospedaliere della regione,  il dirigente generale del DASOE, Maria Letizia Di Liberti, il direttore generale del CEFPAS, Roberto Sanfilippo, il direttore della formazione del CEFPAS, Pier Sergio Caltabiano, il presidente dei CCA regionali, Pier Francesco Rizza e in video conferenza il dottore Remo Bonichi di AISDET.

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