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Salute in pillole

la ricerca

Covid: Variante Delta, perché è così pericolosa e cosa dobbiamo aspettarci

Una corsa contro il tempo è quella tra campagna vaccinale e varianti Covid, che sembrano essere sempre più aggressive. La più preoccupante al momento è certamente quella Delta, che al momento agita esperti e istituzioni. È diventata dominante a maggio e, secondo le stime, lo diventerà presto entro l’estate anche nel resto d’Europa e del mondo. Ma perché preoccupa così tanto? Sono diversi i fattori di preoccupazione che suscita questa nuova variante come la maggiore trasmissibilità. Infatti, gli epidemiologi stanno facendo stime sulla base della diffusione della stessa. Come riferimento hanno preso proprio il Regno Unito, dove la popolazione vaccinata rappresenta il 95 % dei casi sequenziati, in base all’ultimo bollettino della Public Health England (PHE), datato il 25 giugno. L’ex Ministro della Salute Matt Hancock ha…

la ricerca

Covid: il virus riduce la materia grigia anche nelle forme lievi

Il Covid è in grado di colpire direttamente o indirettamente quasi ogni tessuto del nostro organismo, per questo motivo anche il cervello può essere coinvolto. Non sono pochi, infatti, i sintomi neurologici identificati: perdita dell’olfatto (anosmia), “nebbia cerebrale”, ictus, encefalite, compromissione della coscienza e molti altri ancora. Un team di ricerca internazionale guidato da scienziati britannici dell’FMRIB Centre – Wellcome Centre for Integrative Neuroimaging (WIN) dell’Università di Oxford ha svolto una nuova ricerca che ha determinato una preoccupante scoperta: il virus è in grado di ridurre anche il volume della materia grigia cerebrale. Questa perdita di tessuto cerebrale si verifica anche in coloro che hanno avuto una forma lieve. Dai dati ottenuti dalla UK Biobank, gli scienziati hanno osservato che i pazienti mostravano una significativa…

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Covid: nuovo test low cost e più rapido scova varianti, anche quella Delta

Messo a punto un nuovo test low cost e più rapido per riconoscere le varianti del virus SarsCov2, inclusa la Delta. I risultati degli esperimenti di validazione della nuova metodica (COVseq) sono pubblicati su Nature Communications. A svilupparla i ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma e l’Istituto di Candiolo FPO-IRCCS e Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, grazie ai fondi del 5×1000 dell’IRCCS Candiolo. Il test sarà utile anche per la mappatura del genoma dei tumori. Il test scova le nuove varianti in tempo reale, dimezzando i tempi di mappatura genomica oggi necessari e con costi ridotti. Con COVseq: “Siamo in grado di sequenziare centinaia di campioni virali a settimana a un costo al di sotto di 15 Euro a campione, notevolmente inferiore rispetto a…

il fatto

Vaccini, Gimbe: “Obbligo mix non stava in piedi, ha creato caos”

“L’obbligo di eseguire una vaccinazione eterologa non stava in piedi. Infatti il Ministero ha deciso che, previo consenso informato, si può decidere di completare il ciclo con Astrazeneca. Ma si è creato anche stavolta un grande caos comunicativo“. Lo ha detto Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’è desta’ su Radio Cusano Campus, in merito alla decisione di rendere volontaria la scelta di eseguire un vaccino a mRna dopo aver fatto quello di AstraZeneca. Sul mix di vaccini anti-Covid, o vaccinazione eterologa, ha precisato Cartabellotta, “Sono stati pubblicati 5 studi su un migliaio di pazienti che hanno dimostrato la stessa o addirittura una maggiore risposta immunitaria rispetto al ciclo di Astrazeneca, per quanto riguarda il numero di anticorpi. Però non…

l'intervista

Health Biosafety Training: il primo progetto di formazione sul biocontenimento in Sicilia | VIDEOINTERVISTA

GUARDA IL VIDEO IN ALTO Quando si parla di biocontenimento si intende l’isolamento in un ambiente chiuso, ottenuto attraverso rigide misure di sicurezza, di agenti patogeni pericolosi, come i virus, onde evitarne il rilascio accidentale, soprattutto durante l’attività di ricerca. Oggi, 18 giugno 2021, a Villa Magnisi, sede dell’Ordine dei Medici di Palermo, è stato presentato il progetto Health Biosafety Training, volto all’istituzione di un centro di formazione permanente per istruire e addestrare tutti i soggetti coinvolti nella gestione di un’emergenza sanitaria. “Questo è un progetto che è iniziato già da diverso tempo. Già prima della pandemia avevamo pronto il progetto di formazione del personale sanitario e non. Questo è importante perché il Covid ha fatto scoprire un vaso di Pandora: noi dovremmo essere pronti…

dall'1 luglio

Covid, arriva la Certificazione Verde: ecco come funziona e come ottenerla

Per rendere più semplice l’accesso a eventi e strutture in Italia, arriva la certificazione verde. È una certificazione digitale e non, emessa dalla piattaforma nazionale del Ministero della Salute, che contiene un QR Code per verificarne autenticità e validità. La certificazione verde COVID-19 potrà essere richiesta per partecipare a eventi pubblici, per accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in “zona rossa” o “zona arancione”. Dall’ 1 luglio la certificazione verde COVID-19 sarà valida come EU digital COVID certificate e renderà più semplice viaggiare da e per tutti i Paesi dell’Unione europea e dell’area Schengen. Il Ministero della Salute rilascia la certificazione verde COVID-19 sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni e Province Autonome relativi alla vaccinazione, alla negatività al test o alla guarigione dal Covid. Si potrà ricevere una…

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Vaccini: dopo il blocco di AstraZeneca, cosa aspettarsi dal mix dei diversi sieri

Adesso che AstraZeneca è stato vietato per gli under 60, si fermano pure le somministrazioni delle seconde dosi. In alternativa, verrà impiegato un vaccino a mRNA tra Pfizer e Moderna, per i quali non ci sono evidenze di trombosi nei vaccinati. Questo cambio di strategia rende chiaramente marginale l’utilizzo di Vaxzevria nella campagna vaccinale. Su quali dati si basa quindi la scelta di utilizzare un vaccino diverso per la seconda dose? Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato tecnico Scientifico, parla di “studi già disponibili che documentano il vantaggio della combinazione”. Da questi studi si evince che la somministrazione di una prima dose di Astrazeneca abbinata al richiamo con Pfizer produce una forte risposta immunitaria, senza particolare aumento degli effetti…

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AstraZeneca e trombosi: trovata in Canada cura salvavita

Dopo i tanti casi di trombosi causati dal vaccino AstraZeneca, i ricercatori della McMaster University di Hamilton, Canada, hanno trovato una cura salvavita. Questa consiste nella somministrazione di immunoglobuline e anticoagulanti per via endovenosa. La nuovissima cura ha già salvato tre pazienti tra i 63 e 72 anni che da poco si erano sottoposti alla vaccinazione. Due hanno sviluppato trombosi arteriose alle gambe, un terzo una trombosi venosa cerebrale. A tutti è stata somministrata un’alta dose di immunoglobuline per inibire gli anticorpi dei pazienti. I trombi rari hanno delle caratteristiche comuni: la diminuzione delle piastrine. I tipici sintomi che caratterizzano l’evento sono una serie di segni clinici che possono presentarsi da cinque a tre settimane dopo la vaccinazione: gonfiore a un braccio o una gamba, dolore…

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Approvato il primo farmaco contro l’Alzheimer: dopo 20 anni arriva l’Aducanumab

La Fda (Food and Drug Administration) ha approvato il primo farmaco contro l’Alzheimer aducanumab che arriva dopo vent’anni di fallimenti della ricerca in questo campo, e di sicuro aumenta le speranze di milioni di pazienti in tutto il mondo. Non ci sono prove sufficienti che dimostrino che il farmaco possa davvero aiutare i pazienti. La decisione è stata presa nonostante l’opposizione della commissione indipendente di esperti dell’agenzia e di altri esperti in materia di Alzheimer. La terapia è un’iniezione al mese per via endovenosa che contribuirebbe a rallentare il declino cognitivo dei pazienti che si trovano allo stadio iniziale della malattia. Il farmaco è stato sviluppato per pazienti con lieve declino cognitivo, agli esordi della malattia, e non per le persone in fase più avanzata della patologia. Gli effetti negativi, però,…

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Nuova variante messicana: scoperti quattro casi in Italia

È la T478K ed è una mutazione del Sars-Cov-2. Questa è localizzata nel dominio di legame RBD della proteina Spike con il recettore umano ACE2, dunque nella porzione che il virus utilizza per legare le cellule e penetrare al loro interno. Dopo l’analisi di oltre un milione di sequenze virali, il team di ricerca del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna ha individuato questa nuova variante diffusa principalmente in Messico, ma di cui sono state trovate tracce anche in Europa. È la stessa mutazione presente anche nella variante indiana B.1.617.2 (ribattezzata Delta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità). La T478K è considerata una delle varianti di preoccupazione per l’aumentata trasmissibilità: almeno il 50% secondo i dati preliminari e il potenziale di fuga immunitaria. Questa nuova variante…

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