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Salute in pillole

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Vaccini: dopo il blocco di AstraZeneca, cosa aspettarsi dal mix dei diversi sieri

Adesso che AstraZeneca è stato vietato per gli under 60, si fermano pure le somministrazioni delle seconde dosi. In alternativa, verrà impiegato un vaccino a mRNA tra Pfizer e Moderna, per i quali non ci sono evidenze di trombosi nei vaccinati. Questo cambio di strategia rende chiaramente marginale l’utilizzo di Vaxzevria nella campagna vaccinale. Su quali dati si basa quindi la scelta di utilizzare un vaccino diverso per la seconda dose? Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato tecnico Scientifico, parla di “studi già disponibili che documentano il vantaggio della combinazione”. Da questi studi si evince che la somministrazione di una prima dose di Astrazeneca abbinata al richiamo con Pfizer produce una forte risposta immunitaria, senza particolare aumento degli effetti…

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AstraZeneca e trombosi: trovata in Canada cura salvavita

Dopo i tanti casi di trombosi causati dal vaccino AstraZeneca, i ricercatori della McMaster University di Hamilton, Canada, hanno trovato una cura salvavita. Questa consiste nella somministrazione di immunoglobuline e anticoagulanti per via endovenosa. La nuovissima cura ha già salvato tre pazienti tra i 63 e 72 anni che da poco si erano sottoposti alla vaccinazione. Due hanno sviluppato trombosi arteriose alle gambe, un terzo una trombosi venosa cerebrale. A tutti è stata somministrata un’alta dose di immunoglobuline per inibire gli anticorpi dei pazienti. I trombi rari hanno delle caratteristiche comuni: la diminuzione delle piastrine. I tipici sintomi che caratterizzano l’evento sono una serie di segni clinici che possono presentarsi da cinque a tre settimane dopo la vaccinazione: gonfiore a un braccio o una gamba, dolore…

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Approvato il primo farmaco contro l’Alzheimer: dopo 20 anni arriva l’Aducanumab

La Fda (Food and Drug Administration) ha approvato il primo farmaco contro l’Alzheimer aducanumab che arriva dopo vent’anni di fallimenti della ricerca in questo campo, e di sicuro aumenta le speranze di milioni di pazienti in tutto il mondo. Non ci sono prove sufficienti che dimostrino che il farmaco possa davvero aiutare i pazienti. La decisione è stata presa nonostante l’opposizione della commissione indipendente di esperti dell’agenzia e di altri esperti in materia di Alzheimer. La terapia è un’iniezione al mese per via endovenosa che contribuirebbe a rallentare il declino cognitivo dei pazienti che si trovano allo stadio iniziale della malattia. Il farmaco è stato sviluppato per pazienti con lieve declino cognitivo, agli esordi della malattia, e non per le persone in fase più avanzata della patologia. Gli effetti negativi, però,…

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Nuova variante messicana: scoperti quattro casi in Italia

È la T478K ed è una mutazione del Sars-Cov-2. Questa è localizzata nel dominio di legame RBD della proteina Spike con il recettore umano ACE2, dunque nella porzione che il virus utilizza per legare le cellule e penetrare al loro interno. Dopo l’analisi di oltre un milione di sequenze virali, il team di ricerca del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna ha individuato questa nuova variante diffusa principalmente in Messico, ma di cui sono state trovate tracce anche in Europa. È la stessa mutazione presente anche nella variante indiana B.1.617.2 (ribattezzata Delta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità). La T478K è considerata una delle varianti di preoccupazione per l’aumentata trasmissibilità: almeno il 50% secondo i dati preliminari e il potenziale di fuga immunitaria. Questa nuova variante…

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Donazione del proprio corpo alla scienza e autoconsapevolezza: l’approfondimento con l’esperta

A più di un anno di distanza dall’emanazione della legge 10 febbraio 2020, n. 10, in materia di “Disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica“, il Centro Interdipartimentale di Ricerca per la Valorizzazione del Corpo donato alla Scienza (CIR-COSCIENZA) dell’Università degli Studi di Palermo, ha organizzato l’11 aprile una tavola rotonda virtuale per considerare una importante riflessione sui temi dell’autodeterminazione dell’individuo in ordine alla propria sfera corporea. Oggi ad approfondire l’argomento è la Prof.ssa Maria Carmela Venuti, ordinario di diritto privato presso l’Università di Palermo e moderatrice dell’incontro: “Il Centro ha seguito, già prima che uscisse la legge, casi del genere e ha effettuato più di un incontro di studi sul tema. Quando la legge…

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Il Covid, un ricovero e tanta rabbia: la storia di Maria | VIDEO

GUARDA IL VIDEO IN ALTO Oggi raccontiamo la storia di Maria da Bagheria, salva dal Covid dopo trenta giorni di ricovero in ospedale. Dalla normalità del quotidiano al casco di ventilazione è stato un attimo, interminabile, per questa donna che senza neanche essersene resa conto è stata contagiata dal virus e da quel momento è cominciato un lungo calvario che ancora non vede la fine. Il ricovero, la permanenza in ospedale, il peggioramento, la solitudine, tutto ha contribuito a fare sprofondare Maria nello sconforto dove l’unica ancora di salvezza è stata la fede. Nel ricordo della malattia e della paura della sua evoluzione un forte aggancio con la vita è stata la sua grande famiglia, fatta dell’amore dei suoi quattro figli e dei suoi tanti…

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Covid, scoperta una presunta relazione genetica con la malaria

Le varianti genetiche in grado di proteggere dalla malaria potrebbero fornire protezione anche per l’infezione da Sars-Cov-2. A scoprire la relazione genetica tra la malattia tropicale e il Covid è stato il team di Computational and Chemistry Biology dell’Istituto Italiano di Tecnologia e l’ospedale Molinette di Torino con l’Istituto Giannina Gaslini di Genova e il Policlinico di Palermo, che hanno pubblicato uno studio su Frontiers In Medicine in cui si ipotizza una correlazione inversa di alcune varianti in geni associati all’insorgenza della malaria con la diffusione del Covid-19. Lo studio del team italiano ha evidenziato come nelle zone che in passato sono state colpite dalla malaria, l’incidenza del Covid-19 è stata molto inferiore, e la teoria sviluppata è che i geni che sono in grado…

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Vaccini, in sperimentazione la terza dose Pfizer: come funzionerà

Come già accennato in precedenza, le persone che hanno completato il ciclo vaccinale potrebbero aver bisogno di un’ulteriore dose di richiamo, dopo 6 – 8 mesi, per rafforzare la protezione dalla Covid. A iniziare i test, in una nuova sperimentazione, è Pfizer. L’annuncio è avvenuto il 24 maggio. Le prime inoculazioni faranno parte di un trial su adulti dai 65 anni in su e servirà per valutare la somministrazione della terza dose con l’anti-pneumococcico Prevnar-20 (20vPnC), un potenziale vaccino per la prevenzione della polmonite da Streptococcus pneumoniae. Lo studio vedrà 600 adulti tra i volontari della sperimentazione di fase 3 che hanno ricevuto la seconda dose da sei mesi almeno. I partecipanti verranno divisi in tre gruppi diversi: il primo riceverà l’anti-pneumococcico più una dose di richiamo…

Global Health Summit

Covid, Iss: “SarsCoV2 sarà endemico, possibili nuove ondate”

“La probabile traiettoria per il SarsCoV2 è di diventare endemica con dei focolai stagionali a causa della diminuzione dell’immunità naturale, della copertura globale insufficiente dei vaccini e/o dell’emergere di nuove varianti non controllate dai vaccini attuali. Nuove ondate epidemiche sono possibili soprattutto nei paesi con bassa copertura vaccinale“. Lo afferma un panel di 26 scienziati nel rapporto pubblicato sul sito della Commissione Ue in occasione del Global Health Summit di oggi. “Un’equità globale nell’accesso alle risorse“, avvertono, “è sia un imperativo morale che un’esigenza critica per il controllo della pandemia“. “Nessun Paese sarà al sicuro fino a quando tutti i Paesi non lo saranno“, è il messaggio principale del Rapporto, come rileva l’Istituto superiore di sanità (Iss) sul proprio sito. Il panel di 26 scienziati…

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Vaccino Pfizer: ritardare fino a 3 mesi la seconda dose triplica gli anticorpi

Ritardare fino a 3 mesi la seconda dose di Pfizer può triplicare la produzione di anticorpi contro la proteina Spike della Covid. A dirlo è stato un team di ricerca dell’Università di Birmingham in collaborazione col Coronavirus Immunology Consortium del Regno Unito e finanziata da UK Research and Innovation (UKRI), National Institute for Health Research (NIHR) e British Society for Immunology. L’incremento degli anticorpi neutralizzanti può arrivare ad essere fino a 3,5 volte superiore rispetto a quello ottenibile con la seconda dose dopo i consueti 21 giorni. Lo studio ha visto coinvolte 175 persone over 80 (tutte indipendenti). In 99 hanno ricevuto la seconda dose del Comirnaty a 3 settimane dalla prima e 73 a 12 settimane. Come detto prima, coloro a cui hanno inoculato…

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