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Covid e inquinamento: esiste una relazione? Lo spiega uno studio svedese

Uno studio del Karolinska Institutet (Svezia), ha rilevato che i residenti in aree ad elevato inquinamento corrono maggiori probabilità di contrarre il Covid rispetto a chi abita in zone meno inquinate. Sebbene lo studio rilevi un’associazione, non dà di fatto informazioni sulle possibili cause. Nella ricerca pubblicata su “JAMA Network Open“, il team ha individuato 425 persone positive al Covid tra maggio 2020 e la fine di marzo 2021. I partecipanti, per il 54% donne, erano pazienti di 26 anni. Gli scienziati, conoscendo gli indirizzi dei pazienti, hanno stimato le concentrazioni diurne nelle zone di residenza dei diversi inquinanti presenti nell’aria: il PM10 e il PM2.5 (le polveri fini e ultrafini, capaci di penetrare nella parte superiore dell’apparato respiratorio e nella circolazione sanguigna), oltre alla…

Tumori al cervello, scoperta nuova terapia per i gliomi inoperabili

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Dei ricercatori dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma hanno sperimentato una nuova terapia per i gliomi diffusi della linea mediana, ovvero dei tumori del cervello aggressivi non operabili e per cui non esiste una cura. Lo studio, condotto in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, il Policlinico Gemelli e l’Institute of Cancer Research di Londra, ha riguardato in particolare un farmaco, il Linsitinib, che si è visto essere capace di esercitare un’azione antitumorale diretta sulle cellule dei pazienti affetti dal glioma. Questo farmaco è stato poi affiancato alle cellule Car-T, programmate per riconoscere e aggredire l’antigene GD2, una proteina che si trova sulla superficie delle cellule tumorali. Questa combinazione si è dimostrata in grado di inibire la crescita del tumore, con un effetto maggiore rispetto a quello ottenuto con l’uso separato dei due trattamenti. La…

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Più di 500 giorni di Covid: cosa sono gli ‘eterni positivi’? Lo spiega uno studio inglese

Muore dopo 505 giorni di Covid. Il caso è stato descritto come l’infezione Covid più lunga finora nota, superando un altro record: una donna di 48 anni immunocompromessa con diabete di tipo 2 e un linfoma a grandi cellule B alle spalle, che è rimasta positiva per 335 giorni. Questi casi però pongono anche un quesito: capire come cambia il virus mentre alberga in persone con le difese immunitarie azzerate. Gli scienziati del King’s College London e del Guy’s and St Thomas’ Nhs Foundation Trust hanno preso in considerazione 9 pazienti affetti da Covid presentando evidenze del fatto che nuove varianti possono annidarsi negli ‘eterni positivi‘, immunocompromessi quindi che non riescono a debellare il virus. Sars-CoV-2 è mutato in 5 dei casi analizzati e in un paziente ne aveva…

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Covid: per la prima volta approvato dalla FDA un test eseguito col respiro

È stato per la prima volta approvato dalla FDA (Food and Drug Administration) un test anti Covid eseguito col respiro. L’etilometro InspectIR Covid-19 rileva i composti chimici nei campioni di respiro che identificano la presenza della malattia. Il test può essere eseguito in cliniche e ospedali sotto la supervisione di personale addestrato, e richiede tre minuti per il risultato. La tecnica utilizzata è la gascromatografia accoppiata alla spettrometria di massa (GC/MS), che separa e identifica le sostanze chimiche e rileva rapidamente cinque composti organici volatili legati all’infezione da Covid. Il risultato, nel caso di positività, dovrà poi essere confermato da un test molecolare.  Il test è stato provato su circa 2.409 volontari, con e senza sintomi di Covid-19, e ha una sensibilità del 91,2%, che poi sono i positivi…

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Epatite sconosciuta nei bambini: il mistero mette in allerta l’Europa

Sessanta sono i casi di epatite di origine sconosciuta che sta colpendo i bambini in Europa, anche in forme gravi. Come riferito dall’Ecdc (il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) in poco più di una settantina sarebbero numerosi i casi rilevati, la maggior parte in Gran Bretagna e poi in Spagna, in alcuni casi i pazienti sarebbero stati sottoposti anche a trapianto di fegato. “La sindrome clinica nei casi identificati – scrive l’Ecdc – è di epatite acuta grave con transaminasi marcatamente elevate, che spesso si presenta con ittero, a volte preceduto da sintomi gastrointestinali (tra cui il vomito) in bambini e ragazzi fino ai 16 anni”, anche se i più colpiti fino ad ora non superano i 5 anni. In…

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Sintomi post Covid simili alla chemioterapia: lo conferma uno studio inglese

Il Covid, come ormai sappiamo, una volta finita l’infezione, lascia comunque degli strascichi da non sottovalutare. Una ricerca dell’Università di Oxford accomuna tutti i sintomi come confusione mentale, difficoltà di concentrazione, problemi di memoria sotto la denominazione di “nebbia mentale“. Di questo disturbo si sa ancora poco, ma secondo gli esperti avrebbe una sintomatologia non tanto diversa da quella sperimentata da chi soffre di simili effetti collaterali a seguito della chemioterapia per curare un tumore o dalle persone affette da sindrome da fatica cronica, Alzheimer e altri disturbi post-virali. Lo studio inglese ha indagato i cambiamenti a livello cerebrale di 785 soggetti di età compresa tra 51 e 81 anni: l’infiammazione neurologica alla base di questi disturbi potrebbe infatti essere una spiegazione comune. Ciascuno dei…

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Tumori: in arrivo gli anticorpi a doppia azione, la ricerca del Candiolo di Torino

I nuovi anticorpi di ultima generazione stanno dimostrando di essere la via più concreta per trattare i tumori resistenti alle cura, con una doppia azione: colpendo le cellule malate e risvegliando le difese immunitarie. Una patologia rara e molto aggressiva che colpisce in Italia circa 4400 persone l’anno, in maggior parte di età adulta, di cui almeno il 35% purtroppo non risponde ai trattamenti standard o sviluppa successivamente recidive: è il linfoma non-Hodgkins e per questi pazienti “difficili” da trattare, ci sono proprio i nuovi anticorpi nati dalla ricerca dell’IRCCS Candiolo di Torino. Il Candiolo è partner della ricerca che valuta proprio l’efficacia di anticorpi di ultima generazione detti bispecifici (a doppia azione), perché in grado di attaccare le cellule del linfoma e risvegliare le…

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Hiv: partita la sperimentazione del vaccino a mRna contro l’Aids, c’è una nuova speranza

La tecnologia a mRna è ormai cosa nota, ma i suoi metodi d’impiego non si limitano esclusivamente al Covid: questa oggi rappresenta una risorsa per sviluppare vaccini contro numerosi agenti patogeni, tra cui l’Hiv. Ad oggi Moderna ha annunciato di aver iniziato a somministrare le prime dosi del vaccino a mRna contro l’Hiv nell’ambito dello studio Iavi G002, ancora nella fase 1. Grazie alla collaborazione con l’organizzazione di ricerca scientifica no-profit International Aids Vaccine Initiative (Iavi), lo studio prevede la partecipazione poco più di cinquanta partecipanti di cui verrà valutata la risposta immunitaria e la sicurezza dopo la somministrazione. Si chiama mRna-1644 ed è costituito da molecole di Rna messaggero che trasportano l’informazione necessaria nella produzione di nanoparticelle composte da copie di una proteina dell’involucro virale dell’Hiv modificate attraverso tecniche di ingegneria genetica. Il trial testerà l’ipotesi che la molecola di mRna sia in grado di indurre la risposta da…

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Donna cura la depressione grazie al primo impianto cerebrale: ha effetti anche sul Parkinson e l’epilessia

Il trapianto è stato fatto ad una donna di 36 anni affetta da depressione grave resistente ai farmaci. Se l’idea di avere nel cervello un dispositivo estraneo spaventa, questo ha però avuto, nel corso delle sperimentazioni, un grande successo nella cura contro il Parkinson e l’epilessia. L’impianto è stato sperimentato da un team di ricerca in neuroscienze dell’Università della California a San Francisco (UCSF). L’obiettivo dei ricercatori era quello di alleviare i sintomi della depressione tramite stimolazione cerebrale. Nel modo di trattare la depressione, gli studiosi hanno identificato le aree del cervello della donna dove si vedeva la depressione grazie a un biomarcatore (un modello specifico di onde cerebrali), che non era mai stato identificato nel disturbo depressivo. In questo modo è stato possibile personalizzare l’impianto…

l'approfondimento

Mascherine: quanto vale la protezione se sei il solo ad indossarla?

Adesso che l’obbligo per la mascherina non c’è più, capita di essere le mosche bianche della situazione e a questo punto la domanda sorge spontanea: quanto protegge indossarla se siamo i soli ad averla? Fino ad ora abbiamo appreso da tutti i principali studi che la mascherina protegge chi la indossa, anche quando chi è vicino non l’ha: la qualità della protezione è direttamente proporzionale alla qualità della mascherina e al modo in cui si utilizza. Ci sono diversi esempi sulla sua utilità in caso di positivi “in zona”. Ad esempio, uno studio condotto in Tennessee ha scoperto che nelle comunità con l’obbligo di mascherina i tassi di ospedalizzazione sono molto ridotti rispetto a quelle aree dove le mascherine non sono richieste. Resta sempre indiscussa…

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