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Covid: quanto durano gli anticorpi dopo l’infezione? Risponde uno studio italiano

Quanto durano gli anticorpi dopo l’infezione da Covid? Secondo una ricerca condotta dall’Irccs San Raffaele di Milano in collaborazione con l’Istituto superiore di Sanità durerebbero almeno otto mesi dopo l’infezione, indipendentemente dalla gravità. I ricercatori hanno sviluppato un test per gli anticorpi che sfrutta le tecniche già impiegate per lo studio di quelli coinvolti nella risposta auto-immunitaria alla base del diabete di tipo 1. Lo studio, pubblicato oggi, 11 maggio, su Nature, determina l’evoluzione nel tempo della risposta anticorpale al Covid e fornisce importanti indicazioni sia per la gestione clinica della malattia sia per il contenimento epidemiologico. Lo studio ha visto coinvolti 162 pazienti positivi a SARS-CoV-2, con sintomatiche diverse, che si sono presentati al pronto soccorso dell’Ospedale San Raffaele durante la prima ondata della pandemia in Italia. Su 162 pazienti,…

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Vaccini: anche con una dose si è protetti del 65%

vaccino antinfluenzale

Arriva la notizia che stavamo aspettando da due nuove ricerche britanniche: i vaccini riducono la possibilità di venire contagiati dal virus e dimezzano anche le probabilità di contagiare familiari e amici. Il primo studio (non ancora verificato in peer review), vede coinvolti oltre 370.000 partecipanti immunizzati con vaccini di Oxford-AstraZeneca e Pfizer-BioNtech ed è il frutto di una collaborazione tra l’Università di Oxford e l’Office for National Statistics britannico: dallo studio si è visto che anche dopo una sola dose di vaccino i contagi si riducevano del 65%, come la protezione data da anticorpi sviluppati dopo un’infezione contratta naturalmente. Il secondo studio rileva invece come anche chi è stato vaccinato possa contrarre il virus in forma considerevolmente meno grave con una bassa carica virale. La ricerca ha coinvolto oltre 500.000 famiglie inglesi…

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Covid: trovato il progenitore del virus SarsCoV2 nato in Cina

Trovato il progenitore del virus SarsCov2: è stato chiamato proCoV2 e le sue varianti circolavano in tutto il mondo già nell’ottobre 2019. Era una sorta di ‘madre’ di tutta la famiglia del coronavirus SarsCoV2 responsabile della pandemia di Covid-19. Lo studio, pubblicato sulla rivista Molecular Biology and Evolution, si deve alla Temple University di Philadelphia. Come investigatori, i ricercatori guidati da Sudhir Kumar si sono messi sulle tracce genetiche del coronavirus e, risalendo indietro nel tempo sulla base delle mappe genetiche, hanno scoperto che molti membri della famiglia di quello che sarebbe diventato il virus SarsCoV2 erano già presenti in tutto il mondo mesi prima dei primi casi identificati in Cina a Wuhan a dicembre 2019. Il progenitore del virus risalirebbe alla fine di ottobre…

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Covid: varianti e positività post vaccino, i casi di infezione dopo Pfizer e Moderna

Quanto i vaccini proteggono dalla Covid? Un recente studio, della Rockfeller University, pubblicato il 21 aprile sul New England Journal of Medicine, ha evidenziato due casi di infezione da Covid in due donne vaccinate con entrambe le dosi, di Moderna e Pfizer, con la seconda dose somministrata più di due settimane prima del test positivo. I casi quindi sono stati 2: in un gruppo monitorato dagli scienziati di 400 persone, la paziente 1 era una donna in salute di 51 anni senza rischio per Covid-19 grave. Ha ricevuto la prima dose di vaccino il 21 gennaio 2021 e la seconda il 19 febbraio. Dopo 19 giorni dalla seconda dose, la donna ha sviluppato mal di gola, congestione e mal di testa ed è risultata positiva al Covid. I…

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Scuola in presenza e senza misure anti Covid: aumenta del 38% il rischio di contagio

prevenzione scuola

Come primissima misura anti Covid sono state chiuse le scuole. Oggi, a più di un anno dall’inizio della pandemia, il virus è ancora in agguato. La chiusura delle scuole, ha avuto effetti sulla qualità della didattica, sui rapporti interpersonali e sulla salute mentale dei ragazzi, che sono stati vittime di ansia, stress, depressione e disturbo da stress post-traumatico. Considerato che una grande quantità di persone ruota attorno alle attività degli istituti scolastici, tenere gli studenti a casa è l’unica soluzione per ottenere un effetto positivo sulle curve epidemiologiche, in particolar modo adesso che la diffusione ed evoluzione del virus è fuori controllo e le armi per combatterlo sono poche. Da uno studio internazionale della Scuola di Salute Pubblica Johns Hopkins Bloomberg di Baltimora, che in…

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Vaccini: nello Sputnik V virus in grado di riprodursi, annullata la vendita in Brasile

Gravi problemi di conformità e sicurezza per il vaccino anticovid russo, Sputnik V, a doppio vettore virale Gam-COVID-Vac. Questo è composto da un virus in grado di replicarsi all’interno del nostro organismo. Ad accorgersene è stata l’ANVISA, l’agenzia nazionale brasiliana deputata alla regolamentazione dei farmaci. La vicenda è venuta a galla grazie a nove stati sudamericani, che avevano intenzione di acquistare i lotti del farmaco. L’approfondimento ha fatto emergere diverse criticità: la documentazione depositata dal Gamaleya Research Institute di Mosca (la casa produttrice del vaccino) risulta essere incompleta e tutti i campioni analizzati in laboratorio presentavano il virus replicante all’ interno. Questo tipo di vaccino è a vettore virale e si basa su due adenovirus non replicanti–ricombinanti: rAd26-S ed rAd5-S, somministrati con entrambe le dosi. Al…

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Efficacia dei vaccini anti-covid: trovato il farmaco che riduce l’immunità

vaccino antinfluenzale

Ridurre l’efficacia dei vaccini: è quello che fanno alcuni dei farmaci comunemente utilizzati per far fronte a malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD – inflammatory bowel disease) e patologie autoimmuni, come l’artrite reumatoide. Il farmaco è l’infliximab, ovvero un anticorpo monoclonale della famiglia degli anti-TNF (fattore di necrosi antitumorale). Questa però non è la prima volta che si verifica un evento del genere, infatti precedentemente degli studi avevano dimostrato che questo tipo di medicinali compromettono l’immunità dei vaccini contro pneumococco, influenza ed epatite virale. In questo modo aumenta anche il rischio di gravi infezioni respiratorie. Fortunatamente un team di ricerca britannico guidato da scienziati del Dipartimento di Gastroenterologia – Royal Devon ed Exeter NHS Foundation Trust dell’Università di Exeter, in collaborazione con i colleghi dell’Università di Edimburgo, del Crohn’s and…

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Covid: scoperto l’anticorpo super-monoclonale che protegge dalle varianti

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È in via di sviluppo l’anticorpo del futuro: il super-monoclonale in grado di proteggere dalle varianti Covid. Questo è stato sviluppato da un team internazionale di scienziati, tra cui i ricercatori italiani della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. Questi hanno creato una “molecola bispecifica”, CoV-X2, ottenuta a partire da due anticorpi (C121 e C135) del plasma di guariti dalla Covid. Lo studio, pubblicato nella rivista Nature, afferma che questa nuova molecola offre i vantaggi degli anticorpi monoclonali in una singola molecola con il beneficio di un unico processo produttivo. Il super-monoclonale, sviluppato nell’ambito del progetto di ricerca Antibody Therapy Against Coronavirus (Atac) e finanziato dal Consiglio europeo della ricerca (ERC), è quindi il risultato dell’unione degli anticorpi C121 e C135 in una singola molecola….

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Covid, arriva il farmaco in grado di bloccarne la replicazione: è il Molnupiravir

Inibire la replicazione della Covid. Questo è quello che stanno provando a fare tutti i ricercatori del mondo, dall’inizio della pandemia, e adesso parrebbe essere realtà. Il farmaco, inizialmente sviluppato contro l’influenza, ancora in fase sperimentale, svolge un’azione antivirale che riduce i danni polmonari e inibisce la replicazione del virus. Parliamo dell’MK-4482, o Molnupiravir, i cui risultati sono in fase avanzata di sperimentazione sull’uomo. I test, effettuati inizialmente sui criceti, hanno dimostrato come il farmaco abbia inibito la replicazione del virus, sia quando somministrato a partire da 12 ore prima del contagio, sia quando è stato dato a partire da 12 ore dopo aver contratto l’infezione. L’antivirale, dopo pochi giorni, ha reso il virus 100 volte meno infettivo nei polmoni degli animali: i roditori hanno mostrato anche meno lesioni polmonari. Ad oggi…

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Covid: Aulin e Aspirina abbattono il rischio di ospedalizzazione

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Nel novembre del 2020 un gruppo di ricercatori ha perfezionato un nuovo protocollo per il trattamento domiciliare dei pazienti con Covid. Con il contrasto immediato della replicazione virale, che cresce in modo significativo entro i primi 10 giorni si può abbattere il rischio di ricovero. Per questa ragione non si attende nemmeno il risultato del tampone, ma si agisce appena compaiono i primi sintomi assimilabili alla Covid, come ad esempio la febbre. I ricercatori fanno parte dell’Azienda Sociosanitaria Territoriale – Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, da cui il nome del protocollo. Il protocollo Mario Negri, naturalmente proposto sotto stretto controllo medico, segue l’assunzione di farmaci comuni, ben noti a tutti come l’acido acetilsalicilico, l’antinfiammatorio/analgesico conosciuto universalmente come…

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